Era tutto piantato a lecci ed araucarie, con i viali bordati di siepi di mortella e nel furore dell'estate quando la sorgente scemava il suo gettito era un paradiso di profumi riarsi di origano e di nepitella, come lo sono tanti giardini si Sicilia che sembrano fatti più per il godimento del naso che dell'occhio.
Ma il giardino era colmo di sorprese per un bambino. In un angolo vi era una grande serra, piena di cactacee e di arbusti rari...Vi era il boschetto dei bambù, che crescevano fitti e robusti attorno ad una fontana secondaria...Vi era in uno dei viali laterali, incastrata nel muro, una vasta gabbia destinata un tempo, a delle scimmie...
Da "Il Gattopardo"
"Dopo un'ora si svegliò rinfrescato e discese in giardino. Il sole già calava e i suoi raggi, smessa la prepotenza, illuminavano di luce cortese le araucarie, i pini, i robusti lecci che facevano la gloria del posto. Il viale principale scendeva lento fra alte siepi di alloro incornicianti anonimi busti di dee senza naso; e da un fondo di udiva la dolce pioggia degli zampilli che ricadevano nella fontana di Anfitrite."
"Preceduto da un Bendicò eccitatissimo discese la breve scala che conduceva al giardino. Racchiuso com'era questo fra tre mura e un lato della villa...Ma il giardino, costretto e macerato fra le sue barriere, esalava profumi untuosi, ....ed a quello oleoso delle magnolie che si appesantivano negli angoli; e sotto sotto si avvertiva anche il profumo della menta misto a quello infantile della gaggia ed a quello confetturiero della mortella, e da oltre il muro l'agrumeto faceva straripare il sentore di alcova delle prime zàgare."
"Era un giardino per ciechi: la vista costantemente era offesa ma l'odorato poteva trarre da esso un piacere forte benchè non delicato."
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